Domande frequenti


CORONAVIRUS E DONAZIONE DI SANGUE

Per approfondimenti e aggiornamenti si consiglia di:

  1. leggere lo speciale della nostra newsletter interamente dedicato al coronavirus (https://www.donatoriamici.it/notizie-brevi)
  2. monitorare costantemente la sezione Notizie Flash del nostro sito internet (https://www.donatoriamici.it/)
  3. monitorare il sito del Centro Nazionale Sangue (www.centronazionalesangue.it), l’ente istituito dal Ministero della Salute per svolgere funzioni di controllo e tecnico-scientifico del sistema trasfusionale nazionale

Le misure di sicurezza che stiamo mettendo in atto sono le seguenti:

  1. Tutti gli operatori indossano la mascherina chirurgica che viene cambiata giornalmente.
  2. A tutti i donatori viene consegnata una mascherina chirurgica.
  3. Prima di accedere alla visita medica a ogni donatore viene misurata la temperatura corporea.
  4. La temperatura corporea viene misurata ogni giorno anche al personale del Centro Trasfusionale e dell’Associazione Amici del Policlinico ODV.
  5. Nei corridoi del Centro sono posizionati dei dispenser con gel disinfettante per le mani.
  6. Durante tutte le fasi di attesa per accettazione, visita e donazione vengono fatte rispettare le distanze previste.

    A questo si aggiunge che il pad. Marangoni, sede del Centro Trasfusionale, è isolato rispetto al resto dell’Ospedale e aperto solo ai donatori di sangue.
    (per apprfondimenti: https://www.donatoriamici.it/notizie-brevi/la-donazione-di-sangue-al-tempo-del-coronavirus-17)

No, a oggi non sono stati rilevati casi di trasmissione di coronavirus in seguito a trasfusione, nemmeno da parte di soggetti asintomatici.
Ciononostante, per garantire al massimo la tutela della salute del ricevente, il donatore può donare il sangue solo se in buone condizioni di salute da almeno un mese e solo se, nelle ultime due settimane non ha avuto contatti diretti con persone risultate positive al tampone.
Inoltre, il donatore che dovesse manifestare sintomi influenzali o da Covid-19 nei 14 giorni che seguono la donazione è invitato a darci comunicazione immediata.
(per apprfondimenti: https://www.donatoriamici.it/notizie-brevi/la-donazione-di-sangue-al-tempo-del-coronavirus-17)

No. Il Centro Nazionale Sangue raccomanda in via cautelativa che gli operatori sanitari a contatto con pazienti Sars-Cov-2 positivi non donino il sangue. Si devono aspettare almeno 14 giorni dall’ultimo contatto avuto con un paziente Cov-2 positivo.

Certamente, se il tuo convivente non ha sintomi influenzali o un’infezione documentata da SARS- CoV-2, puoi donare il sangue. Fermo restando che in caso di sintomi influenzali o da Covid-19 nei 14 giorni che seguono la donazione sei invitato a darci comunicazione immediata.

Il cosiddetto "tampone" è in realtà un test di ricerca della presenza del virus (più precisamente l'acido nucleico virale) su un campione di materiale biologico prelevato dalla mucosa naso-faringea (il tampone!).
La positività al test sta a indicare la presenza del virus nel soggetto testato, che quindi è da ritenersi contagioso. Si tratta di un test costoso e delicato, sia per le difficoltà di campionamento sia per l'esecuzione del test che richiede grande esperienza oltre a una strumentazione adeguata, gravato da un'alta percentuale di risultati falsamente negativi (fino al 20-30%).
(Per approfondimenti: https://www.donatoriamici.it/notizie-brevi/infezione-da-coronavirus-quali-test-16 )

È noto che a seguito di una malattia infettiva il sistema immunitario del nostro organismo reagisce di norma con la produzione di immunoglobuline specifiche, chiamate anticorpi, dirette contro l'agente infettante. Vengono per primi prodotti anticorpi di tipo IgM, seguiti dalla produzione di IgG. La ricerca di anticorpi e' quindi la conferma di avvenuto contagio.
Ciò vale anche per il Covid19. Studi di ricercatori cinesi hanno dimostrato che il 95% dei pazienti sviluppa anticorpi anti-Sars-CoV2 circa 12 giorni dopo aver contratto l'infezione.
Lo screening di anticorpi viene di norma eseguito su un campione di sangue venoso con un test semplice e molto sensibile (chiamato ELISA). Di recente sono stati sviluppati test anticorpali affidabili su sangue capillare. Un test di screening positivo sta a indicare l'avvenuto contatto con il virus Sars-CoV-2 ma nulla dice se il soggetto sottoposto a test sia ancora contagioso o meno. Per questo nel caso di positività allo screening anticorpale è prudente eseguire il "tampone" per escludere la presenza del virus.

In sintesi, gli scenari possibili in seguito a test sierologico possono essere i seguenti.

  1. Assenza di anticorpi: il soggetto non è entrato in contatto con il virus, è a rischio di contrarre la malattia ed è il candidato per il vaccino.
  2. Presenza di IgM: l’infezione è recente e la persona può essere contagiosa.
  3. Presenza di IgG: la persona è entrata in contatto con il virus da tempo, ha superato l'infezione e dovrebbe essere immune a una nuova infezione. Il tampone serve a confermare l'attuale assenza del virus.

Dato che le attuali conoscenze sul coronavirus non consentono ancora di sapere a che titolo e per quanto tempo gli anticorpi rendano immuni dal contrarre nuovamente la malattia (dato che il virus col tempo potrebbe mutare) si consiglia di non abbassare il livello di attenzione e di continuare a seguire le raccomandazioni degli organismi istituzionali per la tutela della propria e altrui salute in questo periodo di pandemia.
(Per approfondimenti: https://www.donatoriamici.it/notizie-brevi/infezione-da-coronavirus-quali-test-16 )

Al momento non effettuiamo test sierologici, ma i donatori verranno informati non appena ci saranno novità al riguardo. Consigliamo a tutti di monitorare le news sul nostro sito internet o sui nostri canali social e di leggere i messaggi provenienti dal Centro Trasfusionale.

Per plasma iperimmune si intende il plasma proveniente da un soggetto guarito da una infezione virale.
Le potenzialità sono note da lungo tempo, basti pensare che il plasma di soggetti guariti è stato utilizzato già agli inizi del secolo scorso durante l’epidemia della influenza cosiddetta “spagnola”, e via via durante le epidemie di SARS, MERS e EBOLA con buoni risultati. Non ancora definitivamente approvato per la attuale epidemia (ci sono solo studi sperimentali in corso) a breve diventerà disponibile per quelle categorie di pazienti che ne possono beneficiare.

Il Centro Trasfusionale del Policlinico di Milano è in prima linea nella ricerca sulla infezione da coronavirus e non appena ci saranno sviluppi i Donatori ne verranno informati.
Il plasma può essere raccolto mediante plasmaferesi con apposita apparecchiatura che preleva il sangue del donatore e, dopo aver separato la fase liquida, trattiene il plasma mentre la parte corpuscolata (globuli rossi e piastrine) ritorna al donatore.
In ogni caso, il plasma immune può essere raccolto anche attraverso la donazione di sangue intero. Il sangue donato, infatti, non viene trasfuso così come raccolto, ma scomposto nei suoi emocomponenti principali: plasma, piastrine e globuli rossi. Con una donazione di sangue intero, quindi, si possono aiutare almeno tre persone diverse, tra cui, se necessario, pazienti affetti da Covid 19.

Covid19 sta per Coronavirus Disease e identifica la malattia da Coronavirus manifestatasi per la prima volta nel 2019. Sars-Cov-2 significa: Coronavirus di tipo 2 causa di Sindrome Respiratoria Acuta Grave, ossia l'agente responsabile della malattia.


chi può donare?

La maggior parte delle persone possono donare il sangue. Possono donare le persone in buone condizioni di salute, di età compresa tra i 18 e 60 anni (fino ai 70 anni a giudizio del medico solo per donatori noti) e con peso superiore a 50kg.

Perché il sangue non può essere prodotto artificialmente; la disponibilità di questa risorsa insostituibile ed indispensabile nella terapia di molte malattie dipende completamente dalla disponibilità e dal senso civico dei donatori. In Italia non c’è abbastanza sangue da sopperire sempre alle necessità. La donazione di sangue è un atto volontario e non retribuito, indispensabile per salvare vite umane e per migliorare la qualità della vita di persone ammalate.

Se sei in forma e sano potrai ancora donare il sangue. Tuttavia, se ti sei sottoposto a un recente trattamento o è presente un’infiammazione (Flebite), dovrai essere temporaneamente escluso e valutato in seguito dal medico del centro.


COME PREPARARSI ALLA DONAZIONE

Non è richiesta alcuna limitazione della normale attività sportiva, purchè non superi le caratteristiche dell’allenamento abituale. Rimandiamo invece la donazione se avvertiamo la muscolatura ‘indolenzita’ o dolorante.

Per donare sangue è consigliabile essere a digiuno da almeno 2 ore, ma non da più di 15. E’ consigliabile una leggera colazione a base di tè o caffè non zuccherati, fette biscottate o biscotti secchi.

Il giorno prima della donazione è consigliabile bere molti liquidi ma non alcolici, fare dei pasti regolari e riposare bene la notte. E’ sconsigliata invece l’attività fisica intensa poiché potrebbe incrementare il livello sierico delle transaminasi ALT – AST – EPK. Due ore prima della donazione consigliamo di fare una leggera colazione.

Verranno poste una serie di domande finalizzate ad indagare gli stili di vita, le condizioni di salute e l’anamnesi.


DONAZIONE DI SANGUE

La crescente immigrazione presente in Italia comporta lo sviluppo progressivo di una società multietnica. Nelle società multietniche il numero di pazienti in possesso di gruppi sanguigni rari è molto elevato. I donatori di sangue raro rappresentano una risorsa per tutta la comunità. E’ quindi importate rendere consapevoli le minoranze etniche dei problemi a cui vanno incontro, incoraggiando la donazione di sangue.

Il sangue donato viene sottoposto ad opportuni controlli e separato in emocomponenti (globuli rossi, piastrine, plasma), cosicché la terapia con emocomponenti consenta un razionale trattamento del paziente, fornendogli solo l’elemento di cui necessita in forma concentrata. Il sangue donato viene trasfuso a pazienti con tumori, leucemie, malattie croniche e genetiche, come la talassemia e altre patologie ematologiche, a politraumatizzati e in corso di interventi chirurgici o per i trapianti per permettere la guarigione o la sopravvivenza.

Una donazione è la raccolta di 405- 495 ml di sangue intero, contenente globuli rossi che trasportano ossigeno ai tessuti, globuli bianchi che combattono le infezioni, piastrine e plasma che permettono la coagulazione. Il sangue raccolto viene utilizzato dopo essere stato frazionato nei singoli emocomponenti (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine, plasma). Dal plasma si possono ottenere anche emoderivati quali albumina e fattori della coagulazione.

La legge italiana stabilisce che, tra una donazione di sangue e la successiva, debba intercorrere un lasso di tempo minimo di 90 giorni. Le donne in età fertile possono donare solo 2 volte all’anno, gli uomini quattro volte all’anno.

La donazione di sangue non può, per ovvie ragioni, essere anonima al personale medico- infermieristico del centro. Tuttavia la privacy del donatore è garantita dal segreto professionale medico e dalla legge sulla privacy che individua i responsabili del trattamento dei dati in questione.

Dopo la donazione di sangue è necessario bere abbondantemente (ma non assumere alcolici) e mangiare regolarmente. Evitare l’attività fisica intensa come palestra o allenamenti e di intraprendere lunghi viaggi al volante della propria auto. In caso di malessere avvertire telefonicamente il Centro.

Il tuo amico è il benvenuto. Se porti un amico a donare ti verrà regalato un bracciale con il logo dell’Associazione.

Per i prelievi di sangue, da qualche anno, vengono usati i cosiddetti aghi indolori che per le loro caratteristiche di penetrazione non arrecano dolore. Poiché per ogni donatore si usa un ago nuovo, del tipo indolore, il disturbo e il trauma della puntura sono praticamente nulli. La paura dell’ago, che tiene lontane molte persone dalla donazione, è quindi del tutto ingiustificata.

Dopo la donazione di sangue, questo si riproduce fino a raggiungere i livelli normali. La riproduzione del sangue obbedisce, infatti, come la rigenerazione di tutti gli altri tessuti. Ai meccanismi biologici deputati al controllo della crescita. Non vi è quindi il pericolo che l’aumento numerico delle cellule del sangue continui indefinitamente obbligando il donatore a donare sangue per tutta la vita.

La donazione di sangue è anonima per cui non si può scegliere il destinatario.

Le malattie trasmissibili attraverso il sangue sono: infezione da virus HIV (AIDS), epatiti da virus A, B e C, sifilide, malaria, malattie tropicali ed esantematiche, parassitosi, mononucleosi, infezioni da citomegalovirus e ogni batterio, virus, protozoo o parassita presente nel sangue.


DONAZIONE E SALUTE

Vi consigliamo di evitare di fumare per circa due ore dopo la donazione poiché “potrebbe” causare vertigini o svenimenti.

Alcune terapie per smettere di fumare possono provocare vertigini e nausea. Se si avvertono questi sintomi, si può donare solo quando quei sintomi saranno passati. Tuttavia, se siete in trattamento anti-fumo e vi sentite bene, allora dovreste essere in grado di donare. Si prega, comunque, di informare il personale medico del centro che si sta assumendo un trattamento anti-fumo.

I soggetti vegetariani possono donare il sangue. La cosa importante è seguire una dieta ben bilanciata, sufficiente a sopperire la necessità di ferro.

In numerosi studi epidemiologici su coloro che fanno o hanno fatto uso di droghe pesanti è stata riscontrata una aumentata incidenza di malattie trasmissibili; essa è dovuta non solo a trasmissione diretta, come lo scambio di siringhe, ma anche altri fattori di rischio (ad esempio rapporti sessuali a rischio). Quindi, l’uso di droghe pesanti, anche assunte non per via endovenosa, controindica la donazione perché queste sostanze possono favorire comportamenti a rischio che espongono il donatore al pericolo di contrarre malattie infettive.

Informateci se state facendo uso di qualsiasi tipo di farmaco. Alcuni di questi possono essere trasfusi con il vostro sangue.

Il personale medico avrà bisogno di sapere che farmaco stai utilizzando, quindi portalo con te. Il medico farà con te una chiacchierata sui farmaci ma nella stragrande maggioranza dei casi i tranquillanti, presi occasionalmente non impediscono di donare il sangue. La decisione comunque verrà presa dal medico durante la visita.

Dipende dal tipo di infezione. Per alcune non si può più donare (es. Epatiti). Per altre infezioni bisogna essere completamente guariti. Il colloquio con il medico chiarirà la possibilità di donare.

Se l’agopuntura è stata eseguita in un ambiente sanitario autorizzato si può donare, perché gli aghi usati sono monouso. Se, invece, il trattamento è stato fatto in altra sede precauzionalemente per donare bisogna attendere 4 mesi perché c'è sempre un potenziale rischio di infezione. Questa sospensione vale anche per piercing e tatuaggi.

Il prelievo di sangue facilita la circolazione; ciò, unitamente all’immissione in circolo di cellule giovani da parte del midollo osseo, migliora la prestazione fisica e psichica del donatore. E’ infatti comune una sensazione di benessere e di forza fisica dopo la donazione.

E’ la trasfusione di sangue che può determinare epatite nel ricevente se il sangue del donatore ne contiene i virus. Il rischio di epatite esiste quindi per il malato, e non per il donatore.

Donare sangue non è affatto rischioso per la salute di chi lo fa, anche perché esistono precise disposizioni di legge che tutelano il donatore e stabiliscono la quantità di sangue che può essere donata ogni 90 giorni: si tratta di circa il 10% del sangue presente nell’organismo umano. E’ tuttavia importante che il donatore segua una consistente idratazione e un’alimentazione ricca di ferro e di minerali utili a ricostituire i globuli rossi. In caso di malore durante o dopo la donazione è raccomandabile avvertire il personale del Centro trasfusionale.

Il Centro trasfusionale del Policlinico ha attrezzato una serie di ambulatori specialistici che consentono alle persone non idonee alla donazione di essere periodicamente rivisitate ed indirizzate, in accordo con il medico curante, per meglio curare le loro malattie. L’Ospedale Policlinico ha inoltre aperto ai propri donatori i suoi ambulatori specialistici al fine di allargare al massimo il servizio di tutela della salute dei donatori stessi. L’Ospedale Policlinico sa che, per ricambiare il dono del sangue, la cosa più gradita è offrire il meglio delle proprie competenze mediche e chirurgiche nel momento del bisogno.

Nelle donne la donazione di sangue non ha alcuna controindicazione. A titolo cautelativo, comunque, le donne in età fertile possono donare solo 2 volte all’anno, a differenza degli uomini che possono farlo fino a quattro volte, sempre con una distanza minima di 90 giorni fra una donazione ed un’altra.

Non è una controindicazione ma occorre verificare il valore dell'emoglobina.

Non è una controindicazione ma occorre verificare il valore dell'emoglobina.

Dopo la donazione è necessario rilassarsi per alcune ore. Ma se ci si sente deboli o si avvertono i capogiri, è raccomandato sdraiarsi immediatamente con le gambe sollevate e avvisare qualcuno che ci si sente poco bene.


DONAZIONE DI SANGUE E LAVORO

In base alla Legge 219/2005 art. 8 "I donatori di sangue ed emocomponenti con rapporto di lavoro dipendente hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata in cui effettuano la donazione conservando la normale retribuzione per l’intera giornata lavorativa". Basterà richiedere il foglio di giustifica firmato dal medico di turno in sala donazioni.

La maggior parte delle persone si sentono bene dopo la donazione e possono riprendere la normale attività. Evitate di sollevare oggetti pesanti per almeno 4 ore dopo la donazione. E’ raccomandato non donare il sangue se lo stesso giorno si è svolta un’attività fisicamente pesante.


TRASFUSIONE

Per autotrasfusione si intende la re infusione, in pazienti sottoposti a determinati interventi chirurgici, di un quantitativo di sangue loro prelevato in precedenza, conservato allo stato liquido o di congelamento. Il sangue viene poi trasfuso al paziente durante l’intervento chirurgico programmato e la trasfusione risulta priva di rischi, in quanto incapace di trasmettere malattie o provocare immunizzazione. Una particolare tecnica di autotrasfusione è quella che consente di recuperare il sangue del paziente che fuoriesce dai vasi recisi durante l’intervento, con successiva re infusione intra-operatoria o nel periodo immediatamente successivo all’intervento. L’emodiluizione preoperatoria è l’anemizzazione deliberata del paziente; essa viene eseguita prelevandogli il sangue subito prima dell’intervento. Ciò consente di diminuire la viscosità ematica e di migliorare la circolazione del sangue nei capillari e la cessione di ossigeno ai tessuti, riducendo il rischio di complicazioni trombotiche post-operatorie.


CARATTERISTICHE DEL SANGUE

La sottrazione di sangue viene immediatamente compensata dall’organismo: i liquidi accumulati dai tessuti vengono richiamati in circolo e il midollo osseo accelera la produzione di globuli rossi. In tal modo, il volume di sangue ritorna ai valori originali in un periodo di tempo compreso tra qualche minuto e poche ore. Il ripristino dei globuli rossi avviene più lentamente, ma generalmente si completa entro un mese circa dal prelievo.