Il passaggio dalle Metamorfosi di Ovidio, in cui Medea sostituisce il sangue del vecchio Esone con un filtro contenente anche il sangue di due agnelle per ringiovanirlo, è la più antica testimonianza letteraria di una ‘trasfusione’ a scopo rinvigorente. E dovunque il fuoco ha schizzato schiuma dal cavo bronzo e gocce bollenti son cadute per terra, la terra verdeggia, spuntano fiori e teneri prati. Ciò visto, Medea, impugnata la spada, taglia al vecchio la gola, fa uscire il sangue vecchio, lo colma di succhi: se ne imbeve Esone per bocca o per la ferita, barba e capelli, deposta la canizie, riacquistano il color scuro. L’aria emaciata scompare, spariscono vecchiaia e pallore, le scavate rughe del corpo si riempiono di polpa, le membra sono piene di forza. Esone osserva stupito e ricorda se stesso cosi una volta, quarant’anni prima. (Da: Ovidio, Metamorfosi, libro VII, vv. 282-293) 18 |
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