“Il Sangue”. Riflessioni di un chirurgo fra simbologia, tecnica e rimpianto per la perdita di un caro amico: Bob Krieger

Il sangue, simbolo di vita e di morte: si nasce nel sangue e, se si viene feriti, se si perde molto sangue, si può anche morire. Il sangue, patto di eterna alleanza di congregazioni tanto più segrete e misteriose, quanto più potenti ed esclusive; segno di appartenenza ad una famiglia, ad un gruppo, una società, una nazione, un popolo: un legame che va al di là dei confini spaziali e temporali, un legame che viene tramandato di generazione in generazione.
Il sangue non ha età, non ha sesso, non ha razza, né ceto sociale, né colore, se non il suo! Il giovane può donare sangue all’anziano, l’uomo alla donna e viceversa, il bianco può donare all’africano, all’asiatico.
Il sangue, un vincolo universale tra le genti ed un mezzo per trasmettere forza, potenza e vita.
Tutta questa imponente simbologia è oggi più sfumata ma il sangue conserva inalterata la sua importanza nella nostra vita dato che non c’è progresso in medicina che non ne richieda la disponibilità e l’impiego.
Al centro di tutto ciò è il ‘donatore’, che volontariamente offre una parte di questa forza vitale per qualcun altro che ne avrà bisogno: non si sa chi, non si sa quando, ma quel ‘qualcuno’ potrà forse sopravvivere grazie alla sua donazione.
Anche al tempo del Covid-19 abbiamo toccato con mano quanto sia importante la figura del donatore. All’esordio, quando la paura del contagio ha ridotto in tutta Italia le donazioni di sangue, molti pazienti cronici e molti malati in urgenza chirurgica hanno rischiato di non ricevere le trasfusioni necessarie per la loro cura e in alcuni casi per la loro vita.
E oggi con la ripresa di pressoché tutte le attività ospedaliere, compresa la chirurgia in elezione, anche noi chirurghi speriamo che i donatori non ci facciano mancare il loro supporto.
I chirurghi sono oggi molto più attenti nell’evitare manovre che comportino eccessive perdite di sangue intraoperatorie ed esistono apparecchiature che permettono una coagulazione molto efficace dei piccoli vasi sanguigni, eventualmente lesionati. Nei casi poi di inevitabili perdite ematiche massive, sono utilizzabili sistemi di aspirazione che permettono il recupero del sangue dal campo operatorio e, dopo opportuni processi di purificazione, questo stesso sangue può essere reinfuso nel paziente.
Ma quando il sangue serve durante un intervento chirurgico, lo si deve trasfondere ed anche il chirurgo più esperto ed attento non si avventura in un intervento ‘importante’, senza un’adeguata scorta a disposizione.
Una bella maglietta con una scritta significativa e una bellissima foto, eseguita dal famoso fotografo Bob Krieger per i nostri donatori, mostra in modo molto ‘iconico’ questo concetto: senza sangue il chirurgo… ha le mani legate!
Il grande Bob Krieger caro e insostituibile amico dell’Associazione ‘Amici’, che fece della fotografia uno strumento per parlare alla gente, aveva intuito proprio quello che noi chirurghi sperimentiamo ogni giorno: NO BLOOD NO LIFE!

Condividi questo articolo