Un tempo che ci scava dentro

L’esperienza devastante della pandemia da Covid-19 ha cancellato in un sol colpo la sicurezza e la tranquillità in cui molte società opulente del terzo millennio si cullavano e ha segnato drammaticamente le nostre vite. Questo tempo difficile, che ancora non è terminato, ha lasciato il segno e sarebbe poco intelligente averlo trascorso senza interrogarci sul senso autentico della vita, sul significato delle prove vissute. 
Un tempo, quello del Covid, che ci scava dentro e non deve lasciarci uguali a prima.
In questa ottica, anche se ancora non siamo tornati alla normalità, desideriamo festeggiare con tutti voi la Giornata Mondiale del Donatore di sangue prevista ogni anno il 14 giugno, istituita per ricordare al mondo che solo grazie al gesto insostituibile dei donatori di sangue molte vite possono essere salvate. Il senso di questa giornata e la celebrazione dell’Associazione nei due articoli che aprono la newsletter.
In rappresentanza di tutti i donatori premieremo, nel rispetto rigoroso delle norme anti Covid, quelli che hanno raggiunto il traguardo delle 100 donazioni. 
Il gesto compiuto da tanti donatori nel tempo del Covid, talora anche in situazioni molto problematiche, sta a indicare che il senso civico, la generosità, la volontà di contribuire a migliorare la vita della comunità di cui siamo parte sono ancora molto forti e fanno bene sperare per il futuro. 
Certo i donatori rappresentano solo il 2% della popolazione ma abbiamo buone speranze che questa percentuale possa crescere. Come testimoniato anche dalle esperienze pubblicate di due gioielli della città, la scuola Teulié e la Naba, che da anni ma in particolare in questo periodo hanno contribuito a far crescere la cultura del dono fra i più giovani. 
Purtroppo però la nostra società presenta ancora comportamenti e abitudini di vita dannose per il singolo e la collettività tutta. Mi riferisco all’abitudine al fumo che, nonostante una buona legge, interessa ancora più di 10 milioni di Italiani. L’articolo del professor Sirchia è un’amara denuncia di come l’interesse economico di pochi continui a prevalere su quello della collettività. E non importa se ogni anno, solo nel nostro Paese, siano 70-80.000 le morti fumo-correlate e ogni giorno circa 150 milioni di mozziconi invadano le nostre strade, le nostre spiagge, le nostre acque. Solo una mobilitazione di massa può cambiare le cose! 
La difesa della salute e dell’ambiente deve diventare un obiettivo che ognuno di noi deve perseguire perché, come ci ha insegnato la pandemia di Sars-Cov-2, nessuno si salva da solo.

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