Una Associazione dedicata al Policlinico

L’Associazione “Amici del Policlinico Donatori di Sangue” fu costituita nel 1974 per volere di Girolamo Sirchia. Aiuto della Clinica Medica III diretta dal professor Elio Polli, il professor Sirchia era stato per anni caporeparto dell’Ematologia e si era convinto della necessità di disporre di un gruppo di donatori dedicati che potessero garantire ai pazienti leucemici una trasfusione sicura di concentrati eritrocitari e piastrinici ottenuti con la lavorazione, subito dopo il prelievo, del sangue intero prelevato utilizzando un sistema di sacche di plastica invece del flacone in vetro. La preparazione degli emocomponenti cominciava ad affacciarsi in quegli anni in Italia in coincidenza con il diffondersi, negli ospedali più importanti, dei primi trattamenti chemioterapici che costituivano una terapia d’avanguardia ma purtroppo avevano l'effetto di ridurre drasticamente il numero delle piastrine dei pazienti trattati, esponendoli al rischio di gravi emorragie. Solo una trasfusione tempestiva e ripetuta di concentrati piastrinici durante il trattamento era in grado di prevenire queste gravi complicanze.

La donazione come atto medico
Da subito l’Associazione e il Centro Trasfusionale di nuova istituzione, di cui il professor Sirchia era stato nominato primario, considerando la donazione di sangue un atto medico, si sforzarono di offrire ai donatori, in cambio del loro gesto generoso, una efficace tutela del loro stato di salute attraverso una visita medica pre-donazione e opportuni esami di laboratorio. Inoltre il Centro Trasfusionale costituiva un punto di riferimento per ogni problema di salute loro o dei loro cari.
Ciò consentì all'Associazione di svilupparsi dato che i donatori da subito apprezzarono la possibilità di tenere sotto controllo la loro salute e avvalersi delle professionalità di un grande Ospedale in caso di bisogno .
Questa visione della donazione, eccezionale per quei tempi quando il donatore era considerato per antonomasia una persona sana e la donazione di sangue un atto non medico, fu presa a modello da molti servizi trasfusionali e finì per diffondersi in tutta Italia negli anni Ottanta con l'avvento dell'HIV, il virus causa dell'AIDS. Con i primi studi che dimostrarono che il virus poteva essere trasmesso per via ematica divenne chiaro che la conoscenza non solo delle condizioni di salute del donatore ma anche dei suoi comportamenti erano determinanti per la qualità e la sicurezza del sangue donato.
Tale impostazione guidò l’operato dell’Associazione in tutti gli anni seguenti. Sappiamo che il mantenimento di un buono stato di salute è possibile solo attraverso stili di vita salutari. E quale miglior condizione della donazione periodica del sangue per attuare una prevenzione efficace nell'evitare o ritardare l'insorgere di molte patologie? Conoscere il proprio stato di salute e correggere stili di vita inappropriati con l'ausilio del medico oggi è possibile ed è quello che l'Associazione Amici e il Centro Trasfusionale del Policlinico hanno sempre fatto con gli ambulatori a disposizione dei donatori e con programmi di medicina preventiva, confluiti recentemente nel “Profilo di salute del donatore”. La sua preparazione ha richiesto un grosso sforzo del personale medico del Centro e dell’Associazione. Dopo la messa a punto e una prova di gradimento che ha dimostrato il grande interesse dei donatori interpellati, il profilo è ora nella fase di prova di fattibilità, ossia di test su piccola scala, per poi estenderlo sperabilmente a una platea più vasta di donatori.

Le finalità dell’Associazione “Amici”
L’Associazione “Amici del Policlinico Donatori di Sangue” si distinse da subito per essere integrata nell’Ospedale Policlinico: la sede era nei locali del Centro Trasfusionale e per statuto nel consiglio direttivo dell’Associazione erano previste alte cariche dell’Ospedale: presidente, segretario generale, direttore sanitario e primario del Centro trasfusionale (questi ultimi due continuano anche oggi a far parte del direttivo dell’Associazione) a testimoniare lo stretto legame fra le due istituzioni.
L'Associazione, che per legge riceve un rimborso per ogni donazione andata a buon fine, utilizza i contributi ricevuti unicamente a favore dei donatori attraverso iniziative di tutela della loro salute.
Anche il personale dell’Associazione (strutturato o con rapporto di consulenza) viene impegnato in attività rivolte a promuovere la donazione, assistere e fidelizzare i donatori prioritariamente attraverso:
-  attività di segreteria e ristoro, dove operano continuativamente 4 dipendenti dell’Associazione a supporto del personale ospedaliero;
- convocazione e rapporto continuo con i donatori (attraverso e-mail, call center, social media, ecc);
- una comunicazione mirata con iniziative, pubblicazioni divulgative, il sito e una newsletter periodica (Notizie Brevi) che dagli anni Ottanta offre una informazione corretta su temi come donazione e trasfusione di sangue, trapianto, salute pubblica, ecc;
- premiazione dei donatori più meritevoli;
- promozione della donazione (attraverso il programma scuole, rapporti con gruppi aziendali e comunità, sezioni esterne);
- tutela sanitaria ai donatori che abbiano sviluppato una patologia a livello cardiaco con specialisti esperti che operano in un ambulatorio ad hoc presso il Centro Trasfusionale, dotato di apparecchiature di ultima generazione.

Lo sviluppo dell’Associazione e le iniziative più significative
Nell’arco di questi anni presso il Centro Trasfusionale del Policlinico sono transitate per la donazione di sangue più di 170.000 persone che hanno donato circa 2.000.000 unità di sangue.
Lo sviluppo numerico dell’Associazione e le iniziative più rilevanti di tutti questi anni sono rappresentate nella figura che segue.
Il reclutamento di sempre nuovi donatori è in parte il risultato delle iniziative intraprese e in larga misura frutto del passa-parola dei donatori. Un donatore soddisfatto è il miglior recruiter in famiglia, a scuola e al lavoro, fra amici e parenti.
Dalle unità prelevate sono stati preparati oltre 5.000.000 di emocomponenti (globuli rossi concentrati, piastrine, plasma, buffy coat), trasfusi in Policlinico e, per circa il 35%, in altri Ospedali della città: Gaetano Pini, San Donato, Istituto Europeo Oncologia, Fondazione Monzino, Fondazione S. Maugeri, Casa di Cura La Madonnina, Istituto Stomatologico Italiano, Istituto Auxologico Italiano, tutti Enti afferenti al Dipartimento di Medicina Trasfusionale ed Ematologia di Milano Centro, il cui coordinamento è affidato al Centro Trasfusionale del Policlinico. Occasionalmente unità di globuli rossi vengono cedute anche ad altri Enti di Regione Lombardia (Fatebenefratelli, Istituto Nazionale Tumori, San Raffaele, Humanitas, ecc). 
Attualmente (dati del gennaio 2022) i donatori sono oltre 24.000 (24.279 di cui 14.508 uomini, 9.771 donne), di Milano e dintorni, che donano annualmente oltre 33.000 unità di sangue. Circa il 60% dei donatori attivi (ovvero coloro i quali hanno donato almeno una volta negli ultimi due anni) dona da meno di 10 anni, il 21% fra 10 e 20 anni, il 19% fra 20 e 30, mentre il 7% è in attività da oltre 30 anni.

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